Biogarden, studio progettazione giardini -- Tipologie

Il giardino all'italiana

giardino all'italianaIl giardino della villa medicea La Petraia Nel XV secolo l'idea di giardino all'italiana assume un significato profondamente decorativo e architettonico, che trova la sua forma "primitiva" più illustre nel giardino di Castello, villa Medicea. Si comincia ad usare i viali come assi prospettici che connettono le varie parti del giardino e viene data particolare attenzione agli effetti panoramici, accentuati con giardini pensili, terrazze e scenografiche scalinate. È un ritorno alle forme architettoniche di gusto classico (siamo nel Rinascimento) e si nota una spiccata passione per l'ars topiaria. L'evoluzione anche culturale porterà la creazione, nel Cinquecento, di giardini attentamente asserviti alla geometria delle forme: nasce l'architettura vegetale, dove minerali e vegetali sono usati allo stesso modo, al servizio dell'uomo. Ma già solo un secolo dopo (e in Veneto, grazie anche alle ville palladiane, nello stesso Cinquecento) la forma perfetta ciqnuecentesca viene modificata e ammorbidita. Il giardino barocco presenta aiuole e terrazze che solo vicino al palazzo mantengono il rigore geometrico: via via che ci si allontana le forme si fanno più sinuose e compaiono ovali e forme irregolari morbide.

 

 

Il giardino alla francese

I giardini alla francese di Vaux-le-Vicomte In Francia, alla corte del Re Sole, quando Versailles rivaleggia con Vaux-le-Vicomte per la bellezza e la grandiosità dei suoi giardini, progettati da Andrè Le Notre, nasce la denominazione di giardino alla francese. Tuttavia l'arte dei giardini in Francia è pesantemente influenzata dal Rinascimento italiano e dagli stessi giardini all'italiana. È Caterina de' Medici a chiedere la risistemazione dei giardini delle Tuileries secondo i gusti italiani, rivisitanti e interpretati dal prolifico Le Notre. Il giardino francese si differenzia da quello italiano principalmente per la mancanza di terrazzamenti (facilmente comprensibile dalla morfologia del suolo francese, solitamente pianeggiante) e i pendii dolci , un grande studio sulle viste prospettiche con ampissimi viali e grandi canali d'acqua e non ultimo, una vegetazione che prevale sull'architettura, ovvero scenografiche quinte di boschi (lontane, ma sempre presenti). Caratteristica tipica dei giardini alla francese è l'uso dei cosiddetti parterre de broderie, ricami disegnati su aiuole con sabbie colorate (bianche, rosse, gialle, beige) usando piccole siepi, solitamente di bosso nano.

 

Il giardino all'inglese

all'ingleseIl giardino all'inglese, è un tipo di giardino sviluppato nel corso del Settecento che, al contrario di quelli geometrici, non si avvale più di elementi per definire e circoscrivere lo spazio, come fondali, quinte arboree o prospettive, ma si basa sull'accostamento e sull'avvicendarsi di elementi naturali e artificiali, tra cui, grotte, ruscelli, alberi secolari, cespugli, pagode, pergole, tempietti e rovine, che chi passeggia scopre senza mai arrivare ad una visione d'insieme, un luogo comunque in cui la natura non è mai incolta, anche quando assume un carattere selvaggio. Il giardino è visto come il luogo in cui l'emozione, suscitata dall'avvicendarsi delle sorprese, viene temprata dall'armonia che lega le varie parti, attraverso la contrapposizione degli opposti, come il regolare al selvaggio, il maestoso all'elegante, l'ameno al malinconico, in modo da bilanciare le differenti emozioni. Un esempio è quello realizzato a Stowe, in Inghilterra, tra il terzo e quarto decennio del Settecento da Charles Bridgeman e da William Kent. Nel parco si susseguono, disseminati in un terreno irregolare, 38 monumenti, tra cui la Piramide, il tempio di Venere e Bacco, il tempio dei grandi uomini britannici e il tempio gotico, in modo che vi sembrino riuniti differenti luoghi e civiltà.

 

Il giardino d'inverno

Il giardino d'inverno, detto anche orangerie (termine di origine francese) o limonaia, è uno spazio adibito ad accogliere gli agrumi e altre piante da frutto e/o esotiche durante il periodo invernale. Dal punto di vista storico è tipicamente l'annesso di una villa. Gli agrumi, piante da frutto e ornamentali, contenuti in grossi vasi venivano riposti d'inverno all'interno di locali progettati per mantenere una temperatura costante e temperata. Le orangerie sono nella fattispecie delle serre o a volte degli spazi chiusi attigui e connessi attraverso piccole aperture alla stalla (per sfruttare il riscaldamento dell'aria).

 

Il giardino naturale

Il giardino naturale (chiamato anche Giardino ecologico) è il risultato di un particolare stile di giardinaggio, basato sull'uso della flora autoctona, la ricostituzione di una vegetazione naturale, e il rispetto, fin dove è possibile, di tutte le componenti dell'ecosistema così realizzato. Il giardino naturale è correlato al giardino a bassa manutenzione, con cui condivide l'efficiente sfruttamento di dinamiche naturali, con conseguente riduzione degli interventi colturali; se ne differenzia per l'uso della flora autoctona e per un più rigoroso rispetto delle forme di vita animale. L'idea del giardino naturale si basa da un lato sulla sensazione crescente che gli ambienti naturali siano un bene ormai raro e gravemente minacciato, dall'altro su una più profonda consapevolezza dell'impatto quasi sempre negativo delle azioni umane - qualsiasi azione, anche quelle che costituiscono la "cura" del giardino - su equilibri di grande complessità, solo in parte conosciuti.

 

Il giardino zen

Il giardino zen (giardino di pietre) è un giardino tipico della cultura giapponese, in cui gli elementi (acqua, piante, pietre) sono rappresentati in maniera simbolica da pietre e ghiaia. L'acqua viene rappresentata da "fiumi" di ghiaia il cui moto si scontra con l'emergenza dal suolo di grosse pietre dalle forme naturalmente disordinate, allo scopo di simboleggiare il dinamismo delle forme della natura. Sono usati dai monaci zen giapponesi durante la meditazione. Talvolta ridotti ad una forma da interni in una struttura in legno, i giardini zen in miniatura sono chiamati bonseki.

Il più celebre giardino zen è quello di Ryoan-ji, tempio di Kyōto. Il giardino di ghiaia è stato creato per offrire ai monaci un posto dove meditare, ed è conosciuto per il suo effetto calmante. Ci sono stati molti tentativi di spiegare il disegno dei giardini zen, alcuni di questi sono: la ghiaia che rappresenta l'oceano e le pietre che rappresentano le isole del Giappone

 

Le rocce formano parte del kanji per cuore o mente Un recente suggerimento dei ricercatori Gert van Tonder dell'Università di Kyoto e di Michael J. Lyons degli ATR Intelligent Robotics and Communication Labs è che le pietre formino un immagine subliminale di un albero. Questa immagine non può essere percepita consciamente quando la si guarda; i ricercatori sostengono che la mente subconscia sia in grado di vedere una sottile associazione tra le pietre. Essi ritengono che ciò sia responsabile dell'effetto calmante del giardino.

 

 

Il giardino mediterraneo

Le caratteristiche climatiche dominanti in tutta la regione mediterranea sono il forte irraggiamento solare, la siccità estiva e la presenza di venti forti e frequenti. Negli ambienti naturali prospicienti il bacino del Mediterraneo, la vegetazione è caratterizzata dalla “macchia”, dalla “gariga” e dalla “prateria steppica”. La macchia è la vegetazione tipica del Mediterraneo: si tratta di una formazione boscosa, costituita da alberi sempreverdi di medie dimensioni (dominante il leccio) e arbusti di piccole o medie dimensioni, anch’essi sempreverdi (corbezzolo, lentaggine, fillirea, ecc.). La gariga e la steppa mediterranea sono indice di ambienti naturali fortemente degradati e si formano soprattutto laddove da secoli l’uomo pratica una pastorizia “selvaggia”, avvalendosi spesso del fuoco come mezzo sbrigativo per ottenere i pascoli. La gariga è caratterizzata da bassi arbusti aromatici e resinosi e si forma specialmente negli ambienti rocciosi e molto aridi. La prateria steppica è costituita prevalentemente da graminacee ed erbe spinose e caratterizza i pascoli delle pianure e delle colline fortemente sfruttati per la pastorizia. Il periodo di maggiore rigoglio vegetativo degli ambienti mediterranei è la primavera quando, grazie alle piogge, le piante producono i nuovi germogli e fioriscono. Il paesaggio mediterraneo in primavera è uno fra i più belli che ci riserva la natura e le fioriture, che si susseguono con un ritmo incalzante, possono essere esaltanti. In estate, invece, la vegetazione entra in un periodo di stasi e molte specie, soprattutto le bulbose e le rizomatose, vanno in riposo, mentre le piante annuali muoiono, affidando ai semi la sopravvivenza dei loro geni e la propagazione della specie. Quello ricreato nell’Orto Botanico non è un paesaggio naturale, ma un giardino ispirato all’ambiente mediterraneo. Per quanto informale e “naturale” si cerchi di realizzarlo, un giardino rimane sempre un luogo artificiale e ricostruito. Se lo spazio e le condizioni pedoclimatiche non consentono di ottenere di più, è preferibile realizzare un ambiente “fasullo”, ma didatticamente ed esteticamente interessante, piuttosto che tentare di ricreare a tutti i costi un ecosistema “naturale” laddove la natura non lo permette.

 

 

Il Bonsai

Il bonsai viene ispirato dall’osservazione di esemplari secolari come questi, che vivono in natura in condizioni climatiche avverse come vento, neve, pendii ecc.

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